| |
|
|
|
|
 |
|
|
Francis
Bacon - Due figure
Bacon
ha sempre dipinto figure accoppiate, corpi immobilizzati
mentre lottano furiosamente, durante l’atto
sessuale o alla fine dell’amplesso, quando
si placano nella simultaneità della stanchezza.
Dichiarava di eccitarsi durante l’esecuzione
di opere a soggetto erotico e proprio questa manifestazione
d’orgoglio omosessuale gli creò qualche
problema di censura preventiva con il suo agente,
che a lungo tenne nascoste alcune opere troppo esplicite.
In questa
tela gli uomini trasformano l’atto sessuale
in un’esibizione da illusionisti, corpi mescolati
e sospesi in un parallelepipedo trasparente che
dopo la colluttazione sembrano precipitare al rallentatore
verso il fondo della gabbia di vetro. Per rappresentare
il dinamismo dei soggetti in posture contorte e
avvitate anche in questo caso Bacon trae ispirazione
dai disegni di Michelangelo e dalle serie fotografiche
di Muybridge. Il
dipinto ha un formato inconsueto poiché in
origine constava di un’appendice laterale
in cui era situato uno dei “testimoni”
passivi del repertorio disturbante di Bacon: una
rivisitazione del Nano seduto sul pavimento
di Velázquez, una presenza che spia
l’accoppiamento evocando la perversione voyeuristica
di cui il pittore non faceva mistero di alimentarsi
nei suoi incontri erotici. In
seguito decise di isolare la scena centrale riconoscendone
la potenza energetica e l’intenso lirismo
espresso dalla carnalità appagata.
|
|
| |
|
|
|
 |
|
|